Il 15 e 16 settembre l’Antica Corte Ortalli ospita BITE 2026, due giornate dedicate al dialogo tra cucina, pizza, pasticceria, gelateria e mixology. Tra i protagonisti anche Moretti Forni, partner tecnico dell’evento e della Cena di Gala realizzata insieme a The Best Chef Awards.
La cucina contemporanea non vive più soltanto di materia prima, tecnica e intuizione. Sempre più spesso è il risultato di un equilibrio nel quale anche la tecnologia assume un ruolo decisivo: non sostituisce la mano dello chef, ma permette di tradurne con precisione la visione.
È proprio attorno a questo incontro tra creatività gastronomica e innovazione che si sviluppa BITE 2026, in programma il 15 e 16 settembre all’Antica Corte Ortalli di Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia. Un festival che riunisce mondi solo apparentemente distinti — alta cucina, pizza contemporanea, pasticceria, gelateria e mixology — coinvolgendo alcuni dei protagonisti più interessanti del panorama italiano e internazionale.
Il primo giorno: una grande festa gastronomica
La giornata del 15 settembre è pensata come una vera e propria festa diffusa, aperta a 750 ospiti. Chef, pizzaioli, pasticcieri e maestri gelatieri lavoreranno nelle diverse postazioni preparando le proprie creazioni dal vivo, mentre talk, musica e momenti di confronto accompagneranno l’esperienza.
Particolarmente interessante il parterre dedicato alla pizza contemporanea, settore che negli ultimi anni ha vissuto una delle evoluzioni più profonde dell’intera ristorazione italiana.
Tra i protagonisti ci saranno Ciccio Vitiello di Cambia-Menti, Daniele Del Gaudio di Passione e Tradizione, Roberto Davanzo di Bob Alchimia a Spicchi, Lorenzo Sirabella di Dry Milano, Gianni Di Lella, Jacopo Mercuro di 180grammi e il team di Oven – Pizzeria & Cocktail Bar di Parma.
Nomi, linguaggi e interpretazioni differenti, uniti dalla ricerca su impasti, temperature e cotture. Ed è proprio su quest’ultimo fronte che entra in gioco Moretti Forni, presente a BITE con le tecnologie serieS, Neapolis e CORE.
La Cena di Gala con The Best Chef Awards
Il 16 settembre il festival cambia completamente registro.
La grande novità dell’edizione 2026 sarà infatti una Cena di Gala per 250 ospiti, organizzata in collaborazione con The Best Chef Awards e costruita attorno a una squadra di cuochi provenienti da alcune delle realtà più prestigiose della scena gastronomica internazionale.
Tra i protagonisti annunciati figurano Salvatore Morello, Alvaro Clavijo di El Chato a Bogotá, Tala Bashmi, Hans Neuner del ristorante Ocean in Algarve, Davide Di Fabio del ristorante Dalla Gioconda, Nicolò Rotella di 8½ Otto e Mezzo BOMBANA a Shanghai e il pastry chef Kay Baumgardt.
Una fotografia decisamente internazionale della cucina contemporanea, nella quale culture gastronomiche e percorsi professionali differenti trovano un terreno comune nella ricerca.
E non mancherà la pizza.
Durante la serata torneranno infatti Roberto Davanzo e Ciccio Vitiello, ai quali si aggiungeranno Francesco Martucci de I Masanielli e Jacopo Chieppa, chef del ristorante stellato Equilibrio.
Una presenza significativa, perché testimonia ancora una volta quanto il confine tra cucina d’autore e pizza di ricerca sia oggi sempre più sottile.
Quando il forno diventa uno strumento creativo
Uno degli aspetti più interessanti di BITE sarà proprio la possibilità di osservare il rapporto tra il professionista e la tecnologia.
Nel racconto contemporaneo della gastronomia si parla moltissimo di ingredienti, produttori, fermentazioni e tecniche. Meno spesso ci si concentra sugli strumenti che permettono a quelle idee di essere replicate con continuità.
Un forno, in questo senso, non è semplicemente una fonte di calore. Temperatura, gestione dell’energia, uniformità e precisione incidono direttamente sulla texture, sull’umidità e quindi sull’identità stessa di una preparazione.
Durante BITE saranno utilizzate serieS, Neapolis e CORE, tre soluzioni Moretti Forni pensate per interpretare esigenze di cottura differenti e offrire ai professionisti una maggiore libertà espressiva.
La vera sfida della tecnologia gastronomica, del resto, è esattamente questa: diventare quasi invisibile. Non imporre uno stile, ma adattarsi a quello dello chef o del pizzaiolo, trasformando un’intuizione in un risultato ripetibile e preciso.
BITE come fotografia della ristorazione di domani
BITE 2026 sembra quindi voler raccontare qualcosa che va oltre il semplice evento gastronomico.
La presenza nello stesso luogo di cuochi stellati, pizza chef, pasticcieri, gelatieri e professionisti del beverage descrive bene una ristorazione che sta progressivamente superando le vecchie categorie.
La pizza dialoga con l’alta cucina. La pasticceria prende in prestito tecniche dal mondo salato. Fermentazioni, cotture e contaminazioni attraversano discipline diverse. E la tecnologia diventa il denominatore comune che consente a questa ricerca di spingersi ancora più avanti.
È probabilmente questa la chiave più interessante di BITE: non celebrare soltanto i grandi nomi, ma mostrare il processo attraverso il quale nasce la gastronomia contemporanea.
Perché dietro ogni piatto — o ogni pizza — rimane naturalmente il talento di chi lo immagina. Ma sempre più spesso, accanto alla creatività, c’è una tecnologia chiamata a fare una cosa fondamentale: permettere a quell’idea di arrivare nel piatto esattamente come era stata pensata.




