17 Settembre 2026
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Dal sogno aerospaziale al mare del Gargano: la storia di Angelo Costante e del suo Eden

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Tra i protagonisti della nuova generazione gastronomica pugliese, Eden rappresenta probabilmente uno dei casi più emblematici di evoluzione familiare. Nato come ristorante di mare affacciato sulla spiaggia di Peschici, oggi è diventato un progetto gastronomico che cerca di raccontare il Gargano attraverso una lettura moderna della tradizione.

Chi è Angelo Costante

Angelo Costante nasce nel 1994 a Peschici. Cresce all’interno del ristorante di famiglia, vivendo fin da bambino il rapporto con l’accoglienza, il mare e la cucina. Dopo il liceo scientifico intraprende un percorso apparentemente lontano dalla gastronomia, iscrivendosi alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale. Una scelta che testimonia una forte inclinazione verso il rigore tecnico e lo studio. Tuttavia, dopo alcuni anni, decide di seguire quella che considera la sua vera vocazione: la cucina.

La svolta arriva con l’ingresso ad ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, una delle più prestigiose scuole italiane di formazione gastronomica, dove completa il proprio percorso professionale conseguendo il diploma nel 2023.

Successivamente arricchisce la propria esperienza attraverso importanti collaborazioni professionali. Tra queste viene citata quella presso il Cannavacciuolo Bistrot Torino, guidato da Emin Haziri, esperienza che contribuisce a definire la sua sensibilità verso una cucina tecnica ma leggibile.

Il ritorno a Peschici

L’aspetto forse più significativo della sua storia è la scelta di tornare.

In un periodo in cui molti giovani cuochi cercano la consacrazione nelle grandi città o all’estero, Costante decide di investire sul Gargano. Circa tre anni fa prende in mano il ristorante di famiglia e avvia un percorso di trasformazione che porta Eden da classico locale balneare a destinazione gastronomica.

La filosofia di cucina

La cucina di Angelo Costante parte da un principio molto chiaro: il Gargano non deve essere semplicemente utilizzato come dispensa, ma raccontato.

Nel menu convivono mare, orti, tradizioni contadine e memoria familiare. I protagonisti sono il pescato quotidiano, gli agrumi del territorio, le erbe spontanee, i prodotti agricoli garganici e le ricette storiche reinterpretate con sensibilità contemporanea.

La degustazione affrontata durante la visita all’Eden conferma questa visione. Il percorso si apre con un soffice pan brioche accompagnato da baccalà mantecato e finocchietto, un benvenuto che unisce tecnica e immediatezza. Segue una seppia scottata con bietola, colatura di alici, stracciatella e cetriolo, piatto che sintetizza perfettamente il dialogo tra mare e orto, tra sapidità e freschezza vegetale.

La ricciola con arancia, olio di peperoni e sponsala racconta invece il Mediterraneo attraverso pochi elementi perfettamente bilanciati, mentre la tartare di tonno con capperi e maionese di bottarga dimostra la volontà di esaltare la materia prima senza inutili sovrastrutture.

Tra le portate più rappresentative emerge lo spaghettone Monograno Felicetti con burro affumicato all’ulivo, acciughe del Cantabrico, pane croccante, limone e finocchietto. Un piatto che racchiude la filosofia di Costante: tecnica, memoria e territorio si fondono in un equilibrio che richiama immediatamente il paesaggio pugliese.

La chiusura è affidata agli scamponi alla brace con olio ai crostacei, cipollotto e tartufo, serviti con una soffice spuma di patate e tartufo. Una preparazione più intensa e strutturata, dove la brace amplifica la dolcezza naturale del crostaceo senza mai comprometterne l’eleganza.

Un altro elemento ricorrente è l’attenzione alla materia prima locale. Eden valorizza il pescato del giorno e costruisce gran parte dell’esperienza gastronomica attorno alla stagionalità e alla filiera corta. Anche la carta dei vini segue questa direzione, privilegiando piccoli produttori pugliesi e contribuendo a sostenere l’economia locale.

Uno degli aspetti più forti del racconto è che Eden non è il progetto di uno chef solitario.

Dietro il ristorante c’è una famiglia intera. Angelo guida la cucina, mentre i genitori e i familiari contribuiscono all’identità del locale. Questa dimensione familiare emerge spesso nei racconti dedicati al ristorante e rappresenta una parte importante della sua autenticità.

In un momento storico in cui molti fine dining tendono ad assomigliarsi, Eden mantiene un carattere profondamente legato al luogo e alle persone che lo vivono quotidianamente.

La sua idea di futuro

La sua ambizione sembra essere quella di costruire una nuova identità gastronomica per il Gargano, dimostrando che una località balneare può diventare anche una destinazione di cucina contemporanea.

In questo senso Eden rappresenta un cambio di paradigma: non più soltanto ristorante sul mare, ma luogo di racconto territoriale. Un progetto che utilizza la tecnica per valorizzare il patrimonio gastronomico garganico e che prova a dare nuova centralità a un territorio spesso meno raccontato rispetto ad altre aree della Puglia.

Osservando il percorso di Angelo Costante, la sensazione è quella di trovarsi davanti a uno dei talenti più promettenti della ristorazione pugliese contemporanea: un cuoco che non cerca di stupire a tutti i costi, ma che ha scelto la strada più difficile, quella di raccontare la propria terra con autenticità, visione e personalità.