La Puglia non è più soltanto la terra delle orecchiette, dell’olio extravergine d’oliva e del pesce appena pescato. Negli ultimi vent’anni la regione ha vissuto una vera rivoluzione gastronomica, diventando una delle destinazioni più interessanti d’Italia per chi cerca esperienze di alta cucina profondamente legate al territorio.
La Guida Michelin 2026 conferma questo percorso premiando otto ristoranti con una Stella Michelin, distribuiti tra Bari, Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Lecce e Taranto. Un risultato che racconta una regione capace di valorizzare il proprio patrimonio agricolo e marittimo attraverso chef che hanno scelto di investire sulla propria terra, reinterpretandone la tradizione con tecnica, ricerca e sensibilità contemporanea.
Se è vero che la Puglia attende ancora la sua prima Due Stelle Michelin, è altrettanto vero che il livello raggiunto dalle sue migliori insegne è oggi tra i più interessanti dell’intero Mezzogiorno.
Angelo Sabatelli: il maestro della cucina contemporanea pugliese

A Putignano sorge uno dei ristoranti che hanno contribuito a cambiare la percezione dell’alta cucina pugliese. Angelo Sabatelli, dopo importanti esperienze internazionali e un percorso professionale che lo ha visto protagonista anche fuori regione, è tornato nella sua terra con l’obiettivo di costruire una cucina personale, elegante e profondamente identitaria.
La sua filosofia parte dalla materia prima pugliese, ma non si limita alla semplice valorizzazione del prodotto. Ogni ingrediente viene studiato, trasformato e raccontato attraverso una tecnica raffinata che non perde mai di vista il gusto. I suoi menu sono un viaggio tra memoria, innovazione e creatività, con piatti che negli anni sono diventati veri simboli della gastronomia italiana contemporanea.
Pashà: la nuova vita di una delle insegne simbolo della Puglia

Il Pashà Ristorante e Dimora ha inaugurato una nuova fase della propria storia trasferendosi nella splendida Masseria Mancini, nelle campagne di Polignano a Mare.
Alla guida della cucina oggi c’è Michele Spadaro, giovane chef siciliano originario di Modica, considerato uno dei talenti più promettenti della nuova generazione italiana. Vincitore di EmergenteChef 2024 e inserito da Forbes Italia tra i giovani protagonisti della ristorazione, Spadaro propone una cucina essenziale, elegante e contemporanea, capace di fondere la cultura gastronomica siciliana con quella pugliese.

Accanto ai fornelli continua il lavoro di Antonello Magistà, fondatore e direttore del ristorante, figura di riferimento dell’ospitalità italiana. Sommelier di grande esperienza, Magistà ha trasformato il Pashà in un progetto che va ben oltre il ristorante: una destinazione gastronomica dove cucina, accoglienza, vino e paesaggio convivono in perfetta armonia.
Due Camini: Domingo Schingaro racconta la Puglia attraverso il paesaggio

All’interno di Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, Domingo Schingaro continua a portare avanti uno dei progetti gastronomici più originali del panorama nazionale.

La sua cucina nasce dal territorio e dalla stagionalità. L’orto, gli ulivi, le erbe spontanee, i cereali, le fermentazioni e i piccoli produttori diventano il punto di partenza di un racconto che mette il vegetale al centro dell’esperienza gastronomica senza rinunciare alla profondità del gusto.
Ogni piatto rappresenta una fotografia della Puglia contemporanea, fatta di sostenibilità, biodiversità e continua ricerca.
Dissapore: Andrea Catalano e la nuova generazione

Tra le realtà più giovani della Guida Michelin spicca Dissapore, a Carovigno.
Lo chef Andrea Catalano interpreta la cucina pugliese con uno stile moderno e pulito, dove il mare Adriatico incontra gli orti dell’Alto Salento. La sua proposta punta sull’essenzialità, eliminando ogni elemento superfluo per lasciare spazio alla qualità assoluta della materia prima.
Una cucina che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione.
Trani: la città delle due stelle
Nessun’altra città pugliese può vantare due ristoranti Michelin come Trani.
Da una parte Casa Sgarra, dove Felice Sgarra continua il suo percorso creativo ispirandosi ai ricordi della Murgia, ai prodotti dell’entroterra e alle ricette della tradizione familiare. La sua è una cucina emozionale, tecnica e profondamente personale.

Dall’altra Quintessenza, guidato da Stefano Di Gennaro, che insieme ai fratelli costruisce da anni una delle esperienze gastronomiche più eleganti della regione. Il menu cambia continuamente seguendo le stagioni, valorizzando ortaggi, pesce, olio extravergine e prodotti del territorio con equilibrio, precisione e grande sensibilità.

Due interpretazioni differenti ma complementari della moderna cucina pugliese.
Primo Restaurant: Solaika Marrocco, il talento del Salento

A Lecce, Solaika Marrocco rappresenta una delle figure più autorevoli della nuova cucina italiana.
Nel suo Primo Restaurant ogni piatto nasce da una profonda conoscenza del territorio salentino e da una tecnica costruita attraverso importanti esperienze professionali.
La sua cucina è essenziale, raffinata e delicata, capace di esaltare ingredienti spesso semplici trasformandoli in esperienze gastronomiche di grande eleganza.
Casamatta: la cucina del Primitivo

A Manduria, nel cuore della terra del Primitivo, Casamatta completa la geografia Michelin della Puglia.
Lo chef Pietro Penna propone una cucina contemporanea che dialoga costantemente con il territorio. Il mare Ionio, gli orti, l’olio extravergine e le grandi produzioni vitivinicole diventano gli elementi centrali di un percorso gastronomico elegante e riconoscibile.
La carta dei vini rappresenta uno dei grandi punti di forza del ristorante, offrendo un racconto completo della viticoltura pugliese.
Le stelle Michelin della Puglia 2026
⭐ Angelo Sabatelli – Putignano (BA)
⭐ Pashà – Polignano a Mare (BA)
⭐ Due Camini – Savelletri di Fasano (BR)
⭐ Dissapore – Carovigno (BR)
⭐ Casa Sgarra – Trani (BT)
⭐ Quintessenza – Trani (BT)
⭐ Primo Restaurant – Lecce
⭐ Casamatta – Manduria (TA)
Il futuro dell’alta cucina pugliese
La Puglia vive oggi uno dei momenti più significativi della propria storia gastronomica. Gli chef non inseguono più modelli esterni, ma costruiscono una cucina riconoscibile, fondata su biodiversità, filiera corta, sostenibilità e cultura locale.
Le otto stelle Michelin rappresentano il volto più prestigioso di questo movimento, ma dietro di loro cresce un’intera generazione di cuochi, produttori e artigiani che sta contribuendo a rendere la regione una delle capitali gastronomiche del Mediterraneo.
La sensazione è che il prossimo grande traguardo sia ormai vicino. La qualità raggiunta da insegne come Angelo Sabatelli, Due Camini, Pashà, Quintessenza e Casa Sgarra dimostra che la Puglia possiede ormai tutte le caratteristiche per ambire, nel prossimo futuro, alla conquista della sua prima Due Stelle Michelin. Una sfida che, osservando l’evoluzione della ristorazione regionale, appare sempre meno lontana.




